• In Piemonte avvio il 30 settembre della caccia senza regole. Una mattanza intollerabile!

    I cacciatori da domenica potranno tornare a sparare: senza l’approvazione di una legge regionale sulla caccia sarà una mattanza intollerabile.
    Il ricorso al Tar presentato dalle associazioni LAC, Pro Natura e SOS Gaia non è bastato a porre temporaneamente rimedio al pasticcio dell’Assessore Sacchetto. Il tribunale amministrativo non accogliendo nel merito l’istanza di misure cautelari urgenti e passando dunque la palla alla Camera di consiglio collegiale del 10 ottobre ha di fatto dato il via libera all’apertuta della stagione venatoria per il 30 di settembre.
    Senza alcuna esagerazione possiamo dire che da domenica in Piemonte verrà messa in atto una carneficina aggravata dalla mancanza di una qualsiasi regolamentazione: dalla Giunta Cota non è stata approvata  alcuna legge regionale sulla caccia dopo l’abrogazione della precedente; in Piemonte non vi è alcun Piano Faunistico Venatorio Regionale; sei Piani provinciali su otto risultano scaduti; non è più obbligatoria la Valutazione di Incidenza. In parole povere ognuno faccia quel che vuole.
    A pagare ovviamente saranno gli animali e di conseguenza il territorio piemontese. Come denunciano le associazioni dopo 24 anni scompare la protezione per le gallinella d’acqua, alzavola, allodola e ghiandaia; all’inizio di ottobre potranno essere cacciate anche le specie della piccola fauna alpina che sono quasi estinte (gallo forcello, pernice bianca, coturnice, lepre variabile).
    Non solo perché verrà reintrodotta sul territorio piemontese la caccia con l’arco che essendo silenzioso arrecherà atroci sofferenze agli animali che verranno colpiti; verranno anche aumentati i carnieri giornalieri ed annuali; l’annotazione dei capi abbattuti dovrà essere effettuata solo una volta recuperato il corpo con un puntino lasciando impuniti tutti i cacciatori che uccidono senza recuperare il corpo.
    Da domenica dunque i cacciatori potranno tornare ad esercitare il loro sport con la liberalizzazione da tempo inseguita in modo maldestro dall’Assessore. Noi continueremo a batterci per porre fine a questa oscenità e attendiamo fiduciosi il pronunciamento della  Camera di consiglio collegiale del 10 ottobre per decidere quali azioni successive intraprendere.

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