• Che fine fanno le scorie nucleari che trasportiamo da Saluggia in Francia: a noi i costi, alla Francia gli ipotetici vantaggi?

    Domenica 13 gennaio un nuovo convoglio di scorie nucleari dovrebbe partire dal Piemonte in direzione Francia. Come già accaduto in passato al momento non è stata data alcuna comunicazione alla popolazione dei territori che verranno attraversati dal passaggio.
    Nell’accordo intergovernativo Italia-Francia è previsto che le scorie radioattive depositate a Saluggia debbano essere trasportate, nel periodo tra il 2007 e il 2015, a La Hague dove dai combustibili irraggiati verranno separati l’Uranio e il Plutonio ancora utilizzabili. Nel testo del trattato si legge che Sogin e Areva Nc identificheranno le modalità per il riutilizzo totale o parziale delle materie come combustibili elettronucleari e che qualsiasi quantità di materiale che la parte francese valuterà senza prospettiva di utilizzo al 31 dicembre 2021 sarà messa a disposizione di Sogin in vista del suo ritorno sul territorio italiano prima del 31 dicembre 2025.
    Non solo i cittadini piemontesi non vengono informati per tempo dei viaggi di scorie nucleari per la Francia, ma con buona pace non lo saranno neppure per quelli di ritorno che dovranno subire dal 2020. Inoltre ci chiediamo dove questo materiale verrà depositato una volta rientrato nel nostro Paese poiché non è ancora stata avviata la costruzione di alcun nuovo deposito di stoccaggio.
    In più ci domandiamo se possa essere considerata questa un’operazione economicamente vantaggiosa per il nostro Paese visto che la materia estratta rimarrà in Francia. Molto probabilmente spendiamo per effettuare l’operazione di stoccaggio e dovremo lo stesso tenere sul nostro territorio materiale altamente pericoloso per i cittadini.
    Presenteremo un Ordine del Giorno che sottoporremo a tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione nel quale chiederemo al Governo di chiarire sull’applicazione dell’accordo siglato con il trattato intergovernativo Italia-Francia sul riprocessamento dei combustibili irraggiati italiani.

Commenti chiusi